Che prima o poi ritornerò | archivio affettivo del festival di letteratura working class in ex GKN

A un punto, sul gruppo WhatsApp di redazione abbiamo chiesto chi volesse venire al festival di letteratura working class in ex GKN. Siamo andat* in tant*, alla riunione di domenica dietro al palco anzi eravamo qualcun* in più. Questo pezzo a più voci è un tentativo sicuramente fallimentare e approssimativo di restituire quei giorni. No: è il tentativo di restituire nello specifico il cambiamento che in ognun* di noi la lotta del collettivo di fabbrica della ex GKN ha provocato.

Come stai? Come stiamo? Abbiamo scelto il termine archivio affettivo perché vogliamo creare un assemblaggio emotivo di tracce materiali e immateriali che documentano le relazioni e le pratiche politico-affettive che singolarmente e collettivamente abbiamo sperimentato a Campi Bisenzio. Un archivio affettivo è un contenitore espandibile di emozioni e memorie, uno spazio dedicato al groviglio di influenze reciproche tra l’io/noi e il mondo, che ci ricordano che può esistere un modo per riconfigurare i modelli esistenti di società e di politica partendo dai processi di produzione affettiva comunitaria.

Il 3 giugno il collettivo lancia la settimana dell’imbarazzo, inizia uno sciopero della fame, una rush pre-elettorale di azioni mediatiche e reali, perché se non siamo agli sgoccioli, siamo quanto meno ad un importante giro di boa. Che la lotta la si faccia con i corpi, i nostri corpi, è un’altra delle cose che abbiamo cercato di raccontare.

Nell’idea di archivio affettivo le narrazioni si moltiplicano all’infinito, si fanno eco, creano rete, per questo, oltre ai quattro testi pubblicati (e due in predicato di esserlo), rimaniamo in attesa dei vostri. Scriveteci a direzionelayout@gmail.com


Questo pezzo è senza scheletro. Molle e disarmato (leggi il pezzo di Beatrice Sartori).
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