4 poesie in prosa di Russell Edson da “Il tunnel” + una testimonianza del traduttore

Sono passati più di 5 anni da quando ho incontrato per la prima volta il nome del poeta statunitense Russell Edson (1935-2014) tra le righe di un saggio eccezionale come La vita delle immagini di Charles Simic (Adelphi 2017). Ricordo che divoravo un capitolo dopo l’altro, senza la pretesa di comprendere tutto ma avvinto e ipnotizzato dalla levità intellettuale del saggismo del grande poeta serbo-americano. Edson, insieme a Bill Knott (che sarebbe poi diventato un altro oggetto del mio lavoro di traduttore a fianco di Clarissa Amerini), compariva spesso tra i nomi citati da Simic come esempio virtuoso di poeta: sregolato, ironico, anti-accademico, autentico. L’affettuosa insistenza con cui Simic menzionava questi poeti era sospetta: si capiva che erano suoi amici, ma quanto i suoi elogi potevano essere considerati imparziali? Edson era davvero il grande poeta nascosto che Simic invitava noi europei a recuperare?

A un dato momento, Simic scriveva nel libro: “Considererei pressoché perfetta qualunque società in cui fosse praticata l’arte della più sublime irriverenza e in cui Russell Edson fosse nominato poeta laureato”. Bene: l’affermazione di Simic – sospinta dalla stima che nutro per i suoi giudizi – mi aveva già convinto, ma l’unico modo per verificare il sospetto di aver scoperto un grande poeta era leggerlo. Comprai un’antologia in un negozio online e aspettai che mi fosse recapitata. Poi, setacciai le librerie americane alla ricerca delle singole raccolte. Nel frattempo mi informai: Edson era un poeta noto in Italia? Solo i poeti Luigi Socci (che poi pubblicò alcune mie traduzioni su Le parole e le cose) e Jacopo Ramonda (che lo conferma in questa intervista) mi dissero di conoscerlo quando gliene parlai. Qualcuno lo aveva mai tradotto? Riccardo Duranti lo aveva incontrato personalmente e aveva già pubblicato una manciata di poesie in traduzione su una preziosissima antologia pubblicata da Savelli, Storie di ordinaria poesia. Era il 1982. Poi c’era (ma lo avrei scoperto qualche anno dopo) un breve saggio di Edson su poesia e immagine, sempre tradotto da Duranti, pubblicato su Arsenale (gen-mar 1985), una preziosa rivista diretta da Gianfranco Palmery, saggio che noi abbiamo riproposto proprio su queste pagine.

disegno di R. Edson

Nel frattempo ho cominciato a tradurre le prime poesie insieme a Clarissa. Non avevo mai letto niente di simile. Entrare nell’universo di Edson è stata un’impresa laboriosa, tanto che si è dovuto procedere per passi e difficili conquiste. La prima evidenza era il genere letterario: ci trovavamo di fronte a delle poesie in prosa che avevano tutta l’aria di essere vere e proprie favole (fables, come le chiamava lo stesso Edson) ora sognanti ora cruente, immuni alle istanze concettuali dell’area della L=A=N=G=U=A=G=E poetry ma assimilabili in qualche modo alla poesia in prosa francese – non per il tono dimesso delle descrizioni, ma per la ricerca di leggibilità nella narrazione, l’urgenza “indispensabile di spogliare la poesia” (Francis Ponge, «Entretien avec Breton et Reverdy», in Méthodes, Gallimard 1988).

Poi, emersero le ossessioni: leggendo tutte le poesie di Edson, si è scoperto che esistevano alcune figure familiari che ritornavano periodicamente (il Padre, la Madre, il Figlio, il Vecchio, la Vecchia, il Marito, la Moglie) contribuendo a un’architettura narrativa dalle chiare fondamenta archetipiche. Nell’ambientazione tipicamente rurale dei suoi lavori abbondavano poi gli animali parlanti, le figure antropomorfe, le rocce, gli alberi, le scimmie, le mucche, i cani, ma anche gli oggetti e ambientazioni domestiche: gli armadi, i soffitti, i pavimenti, i tavoli, le sedie, le cucine e i cessi. Numerose erano le metamorfosi inaspettate, le risse, le degradazioni, i pasti stranianti, i sonni, le morti, le resurrezioni, le cosmogonie, i dialoghi grotteschi e le scene surreali (come la poesia del taxi che ho riportato nella mia selezione qua sotto, e che avevo già citato nel mio editoriale agli inizi dell’esperienza di lay0ut). Il tono della narrazione rimaneva ironico e sagace anche negli episodi più conturbanti e orrorifici – eppure ad imporsi sullo sfondo era sempre una gradevole eleganza lirica e una sfumatura onirica.

Infine, in una successiva fase di studio mirata al miglior esito delle traduzioni, si sono imposte ai nostri occhi le evidenze dello stile e dello lingua. Lì abbiamo capito che Edson è davvero un poeta inconfondibile in questo senso. Il suo vocabolario era essenziale e circoscritto, ma non per questo superficiale e depotenziato, né tantomeno “facile” da affrontare: in fase di traduzione, trovare l’esatta corrispondenza di un vocabolo è stato spesso un compito arduo, per tutte le implicazioni che esso poteva avere nel complesso micro e macrotestuale. La struttura delle prose poetiche di Edson si dimostrava principalmente paratattica: frasi brevi e assertive persino nella sospensione, assolute, spesso costruite in anafora.

Edson lavorava per sottrazione, cercando di isolare la figura o l’accadimento nella loro entità originale senza appesantire la poesia con la trama del discorso o la complessità del dettato. In altre parole, aveva trovato una chiave infallibile: mirava all’esattezza dell’immagine e alla sintesi estrema del linguaggio per raggiungere il culmine dell’espressività. Il mondo di Edson è allegorico naturaliter, senza che sia necessario ricorrere a forzature retoriche o clamorosi incidenti frontali tra significante e significato. La sregolatezza di cui parlavo non è quindi stilistica, bensì fondativa di una poetica – è infatti molto meglio chiamare questa caratteristica delle sue poesie con le parole di Simic “sublime irriverenza”: l’irriverenza era l’arma contro i canoni accademici del tempo, ma non bisogna dimenticare che tale irriverenza era “sublime”, filosofica e visionaria, controllata eppure perennemente in stato di grazia.

Bernardo Pacini
disegno di R. Edson

4 poesie in prosa di Russell Edson

THE PARENTAL DECISION

    A man splits into two who are an old woman and an old man.
    They must be his parents. But where is the man? Perhaps he gave his life for them…
    I ask the old couple if they’ve seen their son.
    The old woman says, we’ve decided not to have any children.

LA DECISIONE DEI GENITORI

    Un uomo si separa in due parti che sono una vecchia e un vecchio.
Devono essere i suoi genitori. Ma dov’è andato a finire l’uomo? Forse ha dato la sua vita per loro…
Chiedo alla coppia di vecchi se hanno visto loro figlio.
La vecchia risponde, abbiamo deciso di non avere figli.

THE TAXI

    One night in the dark I phone for a taxi. Immediately a taxi crashes through the wall; never mind that my room is on the third floor, or that the yellow driver is really a cluster of canaries arranged in the shape of a driver, who flutters apart, streaming from the windows of the taxi in yellow fountains…
    Realizing that I am in the midst of something splendid I reach for the phone and cancel the taxi: All the canaries flow back into the taxi and assemble themselves into a cluster shaped like a man. The taxi backs through the wall, and the wall
repairs…
    But I cannot stop what is happening, I am already
reaching for the phone to call a taxi, which is already beginning to crash through the wall with its yellow driver already beginning to flutter apart…

IL TAXI

    Nell’oscurità della notte chiamo un taxi. Immediatamente il taxi sfonda il muro; non importa che la mia stanza si trovi al terzo piano, o che l’autista giallo sia un groviglio di canarini che si scompone in zampilli gialli svolazzando fuori dal
finestrino.
    Quando mi rendo conto di essere coinvolto in un evento eccezionale, prendo il telefono e disdico il taxi: tutti i canarini fluiscono dentro il taxi ricomponendo il groviglio nella forma di un uomo. Il taxi esce e il muro si ripara…
    Ma non posso impedire ciò che sta accadendo; quando prendo il telefono per chiamare il taxi, questo sta già sfondando il muro, il suo autista giallo già si scompone svolazzando…

THE FALL

    There was a man who found two leaves and came indoors holding them out saying to his parents that he was a tree.
    To which they said then go into the yard and do not grow in the living-room as your roots may ruin the carpet.
    He said I was fooling I am not a tree and he dropped his leaves.
    But his parents said look it is fall.

LA CADUTA

    Un uomo trovò due foglie, rientrò tenendole in mano e dicendo ai suoi genitori di essere un albero.

    Al che loro dissero vai in cortile e non crescere in salotto, che le radici potrebbero rovinare il tappeto.

     Lui disse stavo scherzando non sono un albero e lasciò cadere le foglie.
     Ma i genitori dissero guarda è arrivato l’autunno.

WITH SINCEREST REGRETS
for Charles Simic

    Like a monstrous snail a toilet slides into a living room on a track of wet, demanding to be loved.
    It is impossible, and we tender our sincerest regrets. In the book of the heart there is no mention made of plumbing.  
    And though we have spent our intimacy many times with you, you belong to an unfortunate reference, which we would rather not embrace…
    The toilet slides away on another track of wet…

CON IL PIÙ SINCERO RAMMARICO
per Charles Simic

    Come una mostruosa lumaca una tazza del cesso striscia su una pista bagnata verso il salotto, con la pretesa di essere amata.
    Non è possibile, le manifestiamo il nostro più sincero rammarico. Nel libro del cuore non viene menzionato niente che sia simile alle tubature.
     E nonostante con lei abbiamo trascorso tanti momenti di intimità, appartiene a una sfortunata categoria che preferiremmo non accogliere tra di noi…
     La tazza striscia via su un’altra pista bagnata.

trad. di Bernardo Pacini e Clarissa Amerini

In copertina: Cover di “A Collection of Great Dance Songs” dei Pink Floyd a cura di Hipgnosis


Russell Edson (1935-2014) è considerato il padrino della poesia in prosa americana. Ha pubblicato vari libri, tra cui ricordiamo The Very Thing That Happens: Fables and Drawings (New Directions, 1964); What a Man Can See (Jargon Society, 1969); The Childhood of an Equestrian (Harper, 1973); The Clam Theater (Wesleyan University Press, 1973); The Intuitive Journey and Other Works (Harper, 1976); The Reason Why the Closet-Man Is Never Sad (Wesleyan University Press, 1977); The Wounded Breakfast: Ten Poems (Wesleyan University Press, 1985); The Tunnel: Selected Poems (Oberlin College Press, 1994); The Tormented Mirror (University of Pittsburgh Press, 2001). Nel 2022 esce per Taut Il Tunnel, primo volume di traduzioni delle poesie di Edson mai pubblicato in Italia.

Russell Edson, Il tunnel (Taut 2022)
trad. di Bernardo Pacini e Clarissa Amerini
introduzione di Charles Simic
100 pp.
10 euro